mercoledì 10 febbraio 2010

Depressione? No, grazie! Meglio il tumore al seno!

Pubblicato da valentina.torchia


Studio osservazionale sulla percezione della depressione e delle terapie utilizzate per la sua cura

Milano, 8 febbraio, 2010 – Sei donne su dieci hanno incontrato la depressione e il 54% la teme più del tumore al seno. Sono questi i risultati di un’indagine svolta da ONDa- Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna-, intervistando circa 1000 donne. Emerge una larga sfiducia soprattutto rivolta alle terapie farmacologiche, considerate secondarie alla psicanalisi e all’aiuto della famiglia.

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giovedì 4 febbraio 2010

Memoria e apprendimento: il segreto sta nel movimento

Pubblicato da valentina.torchia


Una nuova tappa verso la comprensione dei meccanismi alla base della memoria e dell’apprendimento è stata raggiunta dagli scienziati del Dipartimento di Neuroscienze e Neurotecnologie nell’Istituto Italiano di Tecnologia, autori di uno studio in cui si dimostra che la plasticità neuronale, definita come la capacità del cervello di adattarsi a stimoli esterni, sia dipendente da un particolare tipo di recettore presente sulla membrana dei neuroni: i recettori AMPA.

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giovedì 21 gennaio 2010

Soia: primo genoma completo di un legume

Pubblicato da valentina.torchia


La soia –glycine max- è un alimento fondamentale della cucina orientale, utilizzato in tutto il mondo per ricavarne olio vegetale e mangime animale. Il sequenziamento del suo genoma completo ad opera di un consorzio internazionale e sostenuto dall’USDA – Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti- rappresenta un importante passo avanti nello studio dei legumi.

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sabato 2 gennaio 2010

Resistenza al dolore? Non è più “roba da fachiri” !

Pubblicato da valentina.torchia


fMRI

Fin dall’antichità siamo rimasti sorpresi e un po’ scettici nel sentire persone che affermavano di poter camminare sui carboni ardenti o dormire su un letto di chiodi senza sentire dolore.

Tuttavia, è stato dimostrato che alcune persone sono davvero in grado di controllare movimenti e reazioni autonome, come ad esempio il ritmo cardiaco, con la sola forza della concentrazione; ed è ormai noto alla medicina il cosiddetto “effetto placebo”, ovvero quella situazione in cui basta la semplice convinzione di star ricevendo una cura utile per migliorare effettivamente le condizioni di salute di un paziente.

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sabato 24 ottobre 2009

L’ “orologio delle cellule” vince il Nobel per la Fisiologia

Pubblicato da valentina.torchia


Cromosomi umani. In bianco sono visibili i telomeri posti alle loro estremità

Il 5 Ottobre 2009 è stato assegnato il premio Nobel per la Fisiologia a Carol Greider, Elizabeth Blackburn e Jack Szostak, autori della scoperta dei telomeri e del meccanismo attraverso il quale essi proteggono i cromosomi dalla degradazione.

Grazie alla replicazione del DNA, che avviene in una specifica fase del ciclo cellulare precedente la mitosi, le cellule sono in grado di duplicare il loro patrimonio genetico, che verrà poi distribuito alle cellule figlie, le quali risulteranno dunque identiche alla cellula progenitrice. L’enzima DNA polimerasi non è però in grado di sintetizzare e copiare le estremità di un frammento di DNA, che quindi andrebbero perse.

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giovedì 8 ottobre 2009

Luci e ombre sul nuovo vaccino contro l’HIV

Pubblicato da valentina.torchia


HIV_on_macrophage

Il 24 Settembre 2009 è stato annunciato il primo successo di un vaccino contro l’AIDS, a seguito di uno studio internazionale sponsorizzato dall’esercito americano e svoltosi in Tailandia. Continua »

lunedì 14 settembre 2009

Inquinamento ed epigenetica

Pubblicato da valentina.torchia


Che la maggior parte, se non tutte, delle patologie cliniche derivino da alterazioni della sequenza del DNA è ormai un fatto assodato.
Un esempio celebre ci viene fornito dai tumori, in cui le cellule ”impazziscono” perché i geni di alcune proteine cruciali nella regolazione della proliferazione cellulare sono mutati, e quindi le proteine sintetizzate non funzionano come dovrebbero; oppure, le proteine “sane” vengono prodotte in maggiore o minore quantità rispetto al livello fisiologico.
Tuttavia, la genetica non basta, da sola, a spiegare l’insorgenza di stati patologici. Non basta, cioè, che la cellula possieda un gene mutato per dar luogo ad una malattia. Esistono fattori scatenanti, esterni al sistema cellulare, che fanno mettere in moto il meccanismo patogeno.

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mercoledì 1 luglio 2009

M’ama o non m’ama… Questione di pelle? No, di MHC!

Pubblicato da valentina.torchia


Diversi studi svolti su vertebrati, tra cui ratti, lucertole e alcune specie di pesci, dimostrano come essi siano in grado di distinguere e di scegliere il partner ideale per l’accoppiamento attraverso l’odore, che è influenzato in larga misura dai geni del complesso maggiore di istocompatibilità (MHC) di ogni individuo.

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