Frutto di un’ampia collaborazione internazionale, l’apparato Agata viene inaugurato oggi ai Laboratori Nazionali di Legnaro (Padova) dell’INFN.
È un rivelatore per raggi gamma di prossima generazione. Renderà possibile uno sguardo più profondo all’interno del nucleo atomico e aprirà la strada a nuove applicazioni, dall’imaging medico ai controlli di sicurezza.Una sfera di cristalli per osservare materia evanescente come quella che si forma nel cuore delle stelle.
Si chiama AGATA (Advanced Gamma Tracking Array) e il suo dimostratore viene inaugurato oggi ai Laboratori Nazionali di Legnaro (LNL) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Si tratta di un rivelatore che studierà la struttura di nuclei atomici molto particolari, osservando i raggi gamma che essi emettono quando decadono.
Questi nuclei sono chiamati dai fisici “esotici” perché, prodotti in natura nella fucina delle stelle, sono così instabili da durare pochissimo, distruggendosi e dando origine alla materia di cui siamo fatti. Le soluzioni tecnologiche impiegate nell’esperimento potranno anche avere importanti applicazioni pratiche in altri settori. In ambito biomedicale, consentiranno di ottenere immagini a risoluzione molto più elevata in esami di diagnostica come la PET.
Una prima sperimentazione di questa nuova tecnologia è già stata realizzata con successo in Gran Bretagna. Inoltre, gli sviluppi di queste tecnologie potranno migliorare l’efficacia dei controlli di sicurezza nella ricerca di materiale radioattivo. All’esperimento partecipano centinaia di ricercatori che provengono da oltre 45 Istituti di ricerca di 13 Paesi europei: Italia, Bulgaria, Danimarca, Germania, Ungheria, Finlandia, Francia, Polonia, Regno Unito, Romania, Spagna, Svezia, Turchia.
Quello che si inaugura oggi è il “dimostratore” di Agata: un primo “spicchio” dello strumento che, una volta ultimato, si presenterà come una sfera di cristalli di germanio del diametro di circa un metro. “L’inaugurazione - sottolinea Giovanni Fiorentini, direttore dei Laboratori Nazionali di Legnaro – testimonia la centralità dei nostri Laboratori nel panorama internazionale della fisica nucleare e la dedizione dell’INFN per le frontiere della conoscenza assieme all’attenzione per possibili ricadute a beneficio della società”.


