lunedì 22 febbraio 2010

Svelati i segreti del Caravaggio

Pubblicato da Gloria Soresi


E’ uno scanner multispettrale all’infrarosso realizzato dall’INO-CNR di Firenze, che ha portato alla luce il disegno sottostante alla Cena in Emmaus e un significativo pentimento dell’artista

La ricerca del disegno nei dipinti di Caravaggio è sempre stata una sfida per gli studiosi dell’artista. La scoperta dell’underdrawing nella “Cena in Emmaus”, capolavoro conservato nella Pinacoteca di Brera, getta nuova luce sulla genesi dell’opera di Caravaggio.

La rivelazione si deve allo studio effettuato da parte dell’Opificio delle Pietre Dure (OPD) e ad una sofisticata tecnologia, lo scanner Multi-NIR( Scanning Multispectral IR reflectography) realizzato dall’Istituto Nazionale di Ottica (INO) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Firenze.

“Questa apparecchiatura”, spiega Luca Pezzati Responsabile del Gruppo Beni Culturali dell’INO-CNR, “è in grado di acquisire l’immagine all’infrarosso in 14 lunghezze d’onda, raggiungendo i 2300 nanometri, anziché i 1050 dei mezzi tradizionali.”.

La potenza dello strumento è tale da poter visualizzare un disegno nero su preparazione scura. Dall’indagine sono infatti affiorati i contorni grafici del volto di Cristo, degli apostoli, delle mani, oltre alla presenza di incisioni tipiche della fase giovanile del Caravaggio. “Si può quindi sintetizzare”, secondo gli esperti dell’OPD, “che Caravaggio, sebbene non avesse bisogno di una lunga preparazione preliminare, non rinunciasse a fermare idee e modelli sulla tela tramite dei segni”.

Lo scanner del CNR ha svelato anche la presenza di un significativo pentimento di Caravaggio. Sul lato sinistro è riaffiorata una finestra da cui si scorge un paesaggio dominato da un albero frondoso. Tale apertura era fonte di luce naturale che si posava sui personaggi illuminandoli. Nella stesura definitiva Caravaggio occultò questi elementi spaziali e naturalistici, a favore di uno sfondo scuro, adatto alla resa di un’atmosfera più raccolta e spirituale, rischiarata da una luce ‘innaturale’ rivelatrice della presenza divina.

Infine, ulteriori indagini mediante la fluorescenza a raggi X, eseguite dall’Università di Perugia e dall’Istituto di scienze e tecnologie molecolari del Cnr, hanno potuto acquisire ulteriori dati sulla composizione dei materiali pittorici. Che confermano la presenza di un paesaggio verdeggiante oltre l’apertura sullo sfondo.

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