L’Immunologo Italiano Alberto Mantovani è stato premiato a Londra il 18 gennaio 2010 presso il prestigioso William Harvey Research Institute.
<<Per il suo eccezionale contributo alla scienza medica>>, il Consiglio scientifico del William Harvey Research Institute ha nominato all’unanimità Alberto Mantovani Outstanding Scientist 2009. Fondato dal biochimico e farmacologo britannico John Vane, Premio Nobel per la Medicina nel 1982, collegato alla Barts and the London School of Medicine and Dentistry (Queen Mary University of London), il William Harvey Research Institute è uno tra i più prestigiosi istituti di ricerca medica e farmacologica al mondo. [fonte www.unimi.it/news]
Alberto Mantovani è nato nel 1948 a Milano, dove si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1973. Dopo la specializzazione in oncologia, ha lavorato in Inghilterra al Chester Beatty Research Institute di Londra (1975-1976) e negli Stati Uniti presso i National Institutes of Health (1978-1979 e 1985-1986). E’ Professore Ordinario di Patologia Generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano e, dal 10 ottobre 2005, Direttore Scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas (MI). Precedentemente è stato Capo del Dipartimento di Immunologia e Biologia Cellulare dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Per la sua attività di ricerca, Alberto Mantovani ha già ricevuto diversi premi nazionali e internazionali. Le analisi bibliometriche lo indicano come uno dei 100 immunologi più citati degli ultimi 20 anni nella letteratura scientifica internazionale. [fonte www.lascienzainrete.it]
Da ottobre 2009 il Prof. Alberto Mantovani è anche Prorettore alla Ricerca scientifica dell’Università degli Studi di Milano.
I suoi interessi si sono focalizzati da sempre sui meccanismi di difesa immunologica, con particolare riferimento ai sistemi di difesa più primitivi (immunità innata). In particolare, i suoi studi iniziati negli anni ’70 hanno identificato come i macrofagi presenti all’interno dei tumori, un costituente fondamentale della reazione infiammatoria, costituiscano un meccanismo di promozione della crescita e della progressione tumorale, contrariamente a quanto ritenuto all’epoca. Ciò significa che l’immunità innata (rappresentata da macrofagi e linfociti) viene sovvertita dai tumori e indotta ad agire non per contrastare le formazioni estranee rappresentate dalle masse tumorali, ma addirittura per favorirne la crescita e l’espansione in metastasi. Venti anni fa, questa teoria di fu considerata come pura eresia; oggi viene universalmente riconosciuta ed ha portato ad una migliore comprensione del rapporto tra infiammazione e cancro secondo cui almeno un quinto o un sesto dei tumori umani (soprattutto di prostata, tiroide e intestino) ha una componente infiammatoria fra le sue cause.
[fonte www.humanitasalute.it]
Nella “Medal presentation” tenutasi presso il William Harvey Research Institute è stato infatti ricordato come Alberto Mantovani abbia teorizzato il principio della “Infiammazione come settima caratteristica del cancro” – “Inflammation , the 7th hallmark of cancer”, sulla scia di uno storico lavoro scientifico di Hanahan e Weinberg [pubblicato sulla rivista Cell 2000 Jan 7;100(1):57-70] dove venivano descritte le 6 capacità/comportamenti del cancro: autosufficienza relativamente ai segnali di crescita, insensibilità ai segnali contro la crescita, potenziale replicativo illimitato, evasione dell’apoptosi, invasione dei tessuti e capacità metastatica, sostenuta angiogenesi. Alberto Mantovani ha quindi aggiunto l’Infiammazione, quale settima caratteristica del cancro, identificandola non solo come elemento predisponente ma anche come elemento patogenetico ovvero elemento importante per la progressione della malattia.


